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	<title>X-GLOBE.net &#187; copia dati</title>
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		<title>Il backup, questo sconosciuto.</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jan 2008 00:03:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X-Globe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavori]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-5"></span>Iniziamo bene l&#8217;anno&#8230;facciamo un backup. O almeno controlliamolo. I dati sono quasi sempre la cosa più importante del sistema informativo. L&#8217;affidabilità delle macchine ci può trarre in inganno e la necessità della copia di sicurezza passa in secondo piano. I sistemi di backup non sono cambiati radicalmente negli ultimi anni. Il mercato offre ancora dispositivi a nastro e dischi fissi più o meno camuffati da cartucce. Anche se sembra un pò filosofico, il successo del backup sta nel diversificarne la strategia e centralizzarne l&#8217;amministrazione. Spesso ci si arrangia con i mezzi a disposizione utilizzando per esempio i masterizzatori DVD e la rete per distribuire i dati sugli hard disk di diversi  computer. Questo metodo potrebbe sembrare un &#8220;vorrei ma non posso&#8221;, ma riesce nell&#8217;intento di garantire l&#8217;integrità dei dati nelle situazioni più critiche. E&#8217; una difficile coincidenza che si guasti più di un PC e nel contempo siano rovinati tutti i supporti DVD.</p>
<p>Più in dettaglio i dispositivi utilizzati in questo periodo sono LTO (divisi in generazioni a seconda della capacità di storage), VXA (necessitano di un pò di manutenzione)  e ibridi di varie marche (REV e RDX), tuttavia su numerosi server si trovano ancora parecchie unità DAT e DLT.  I supporti hanno sempre le sembianze di cartucce, ma al loro interno ci sono nastri di diversa composizione chimica nei primi (LTO, VXA, DAT-DDS, DLT) e dischi fissi nei secondi (REV e RDX).  Gli ibridi sono molto comodi, viste anche le prestazioni simili a quelle degli hard disk ad alte prestazioni. La differenza tra REV e RDX è sostanziale. Nel primo la testina del disco è contenuta nell&#8217;unita e il supporto ne è privo (allunga la prospettiva di vita del supporto),  nel secondo il supporto è un hard disk completo (allunga la prospettiva di vita dell&#8217;unità).</p>
<p>I  dischi esterni, in versione USB o di rete o NAS stanno trovando il loro spazio soprattutto nei piccoli uffici.</p>
<p>Una buona copia dati può essere facilmente archiviata effettuando un&#8217;immagine del disco fisso (vale per client e server) con un software come quelli proposti da Acronis.</p>
<p>La copia va poi aggiornata periodicamente. I dati più soggetti al cambiamento (documenti, database) devono essere copiati sui supporti rimovibili o i dischi in rete con la frequenza più consona. E&#8217; meglio utilizzare appositi software tra cui Arcserve di Computer Associates.</p>
<p>La copia da sola non basta&#8230;se cancellate un file per errore non potete sempre ricorrere al supporto di backup per ritrovarlo. E&#8217; buona norma installare sul server un ulteriore software che si occupa di gestire le cancellazioni e mantenere traccia dei file cancellati per giorni o addirittura mesi (o fino a un tot di GB a lui dedicati).</p>
<p><a href="http://blog.x-globe.net/wp-content/uploads/2008/01/xgsintesi-informativa-backup.pdf" target="_blank">Scarica l&#8217;informativa sul backup (del 2001!)</a></p>
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