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	<title>X-GLOBE.net &#187; risparmio energetico</title>
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		<title>Risparmi e sprechi</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Feb 2008 12:13:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>X-Globe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Computer]]></category>
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		<description><![CDATA[Il problema dei rifiuti e della raccolta differenziata non è lontano dall&#8217;informatica. Anche i computer e le relative periferiche creano grossi problemi di riciclaggio e contribuiscono all&#8217;inquinamento a causa dei consumi e dei materiali di cui sono composti. La normativa RoHS A partire dal 1 luglio 2006 l&#8217;Unione Europea (attenzione, non sempre quel che dice [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-9"></span>Il problema dei rifiuti e della raccolta differenziata non è lontano dall&#8217;informatica. Anche i computer e le relative periferiche creano grossi problemi di riciclaggio e contribuiscono all&#8217;inquinamento a causa dei consumi e dei materiali di cui sono composti.</p>
<p><strong>La normativa RoHS</strong></p>
<p>A partire dal 1 luglio 2006 l&#8217;<a href="http://ec.europa.eu/environment/waste/weee/index_en.htm" target="_blank">Unione Europea</a> (attenzione, non sempre quel che dice l&#8217;UE l&#8217;Italia lo fa) ha applicato delle restrizioni sull&#8217;uso di particolari sostanze chimiche negli apparati elettrici ed elettronici,in particolare piombo, cadmio, mercurio, cromo esavalente e composti ritardanti di fiamma (PBB e PBDE). Queste norme sono contenute nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Normativa_comunitaria_RoHS" target="_blank">direttiva RoHS</a>.  Gli apparecchi conformi a queste regole sono ormai tutti contrassegnati da un marchio o semplicemente dalla scritta &#8220;RoHS&#8221;.</p>
<p><strong>I computer</strong></p>
<p>Pur contribuendo al riciclaggio elettronico, la normativa RoHS non ci aiuta a tagliare i costi del sistema informativo, anzi, qualche volta fa lievitare i prezzi perchè le catene di produzione sono costrette ad adeguarsi alle sue regole. In alcuni casi però l&#8217;impegno delle case costruttrici a rispettare la norma ha dato vita a prodotti di buona qualità, soggetti anche ad altre certificazioni. I PC della serie <a href="http://blog.x-globe.net/wp-content/uploads/2008/02/esprimo_p.pdf">Esprimo di Fujitsu-Siemens</a> sono marchiati &#8220;<a href="http://blog.x-globe.net/wp-content/uploads/2008/02/greenstandardfsc.pdf">GREEN</a>&#8220;. Quest&#8217;etichetta, tra l&#8217;altro, contraddistingue un PC che riduce il TCO per diversi aspetti (collegamento diretto del monitor al PC, riduzione di temperatura, minori consumi, ecc.).</p>
<p><strong>Risparmio concreto</strong></p>
<p>Collegando il monitor al PC anzichè alla rete elettrica si può risparmiare fino a 35 MWh ogni 1000 computer. Lo stand-by dei monitor (e dei televisori) LCD è spesso un fattore trascurato ma importante nei consumi elettrici.</p>
<p>Un computer che consuma 260W (v. serie Esprimo P57xx), può produrre un risparmio sulla bolletta elettrica di 70 euro l&#8217;anno. Tra le caratteristiche tecniche da valutare bene in fase d&#8217;acquisto ci sono anche le funzionalità PFC delle serie EPA. Con PFC si intende un sistema di gestione della corrente in grado di limitare i micropicchi di tensione. In genere i consumi degli alimentatori con PFC sono inferiori a quelli tradizionali.</p>
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